RAFFAELLA TAVA
Photography
Siamo anche ciò che non sentiamo
1 / 1 enlarge

Siamo anche ciò che non sentiamo

rendendocene conto unicamente quando lo percepiamo

Siamo stati dotati di un corpo stupendo, una macchina complessa, dotata di più sistemi assemblati apparentemente indipendenti; in un’armonica e primordiale sinergia, che ci dà forma esteriore e potenzialità, permettendoci di vivere.
Un corpo che diamo per scontato, non sostituibile, amato o ripudiato ed a volte purtroppo dannato. Un corpo effimero se rapportato all’immensità dell’universo, inevitabilmente reale e carico di illusorietà. Si, perché nei susseguissi degli hic et nunc, qui e ora, della nostra vita ci sentiamo fondamentalmente potenti ed immortali, finché non arriva un qualcosa che scardina le nostre certezze.
Quando siamo impegnati in gesti di routine, azioni compiute in automatico e, ancor di più, quando la mente viaggia solitaria, ci dimentichiamo di avere un corpo, così come ci dimentichiamo della sua complessità.
Abbiamo modo di scoprirlo al manifestarsi di una minima avaria fisica, quando scopriamo i limiti che diventano occasione per percepire la nostra fisicità. Quando mai percepiamo distinti, ad esempio, il fegato, i timpani, i menischi, i polmoni?... Esatto: solo quando dolgono. Ecco che, in quel presente, emerge tutta la nostra vulnerabilità, il senso di impotenza e la caducità del corpo che lo caratterizza. È li che cominciamo a sentire il corpo, a percepire in modo più conscio che la sua funzionalità unitaria non è scontata, a sentire ciò che non sentivamo.
Il rapporto innato che abbiamo con il nostro corpo rispecchia il rapporto che abbiamo con la nostra anima: non la sentiamo ma è li, parcheggiata in latente attesa del suo hic et nunc pronta ad esplodere tumultuosamente per farsi sentire nel momento in cui siamo fermati dalle emozioni e dai dolori. Si, perché quando ci troviamo di fronte ai nostri limiti fisici, in qualche modo entriamo inevitabilmente in contatto con la nostra anima; in quel momento scattano una serie di domande, tra cui le “Domande ancestrali” a cui l’uomo, dalla notte dei tempi, non sa dare risposte.
Da queste fermate non programmate, in prossimità della nostra anima, ripartiamo normalmente con una consapevolezza maggiore di noi stessi, una migliorata sensibilità e comprensione degli altri, consci della piccolezza dell’homo sapiens nell’infinito, senza poter darsi alcuna risposta sull’esistenza del tutto.
Tralasciando l’universo e tutti i suoi misteri inaccessibili, ciò che mi sovviene è la consapevolezza che corpo e anima viaggiano interconnessi: o entrambi non sentiti o entrambi sentiti. Quando un hic et nunc è segnato da un dolore fisico, sentiamo il corpo e, di riflesso, l’anima; viceversa, alcune battaglie intraprese dall’ anima ci fanno sentire, attraverso il dolore, la materialità del corpo.
Non è raro costatare come le persone che hanno sofferto molto fisicamente o coloro dall’animo tormentato abbiano sviluppato una maggiore empatia verso il prossimo e una sensibilità profonda.
E qui sorgono le domande: è plausibile asserire che ciò derivi da una battaglia combattuta contestualmente su due piani, quello il fisico e quello dell’anima, bisognosa di pace e serenità?
Inoltre, quando i limiti fisici, la malattia o la sofferenza sfociano in intolleranza, rabbia, astio o addirittura rifiuto della vita, può essere attribuito tutto questo ad un’anima irrisolta e travagliata che rende il corpo dannato?

Infine, dal punto di vista mistico, in quale cinico disegno può mai rientrare la sofferenza gratuita, come quella sofferta dagli ammalati terminali o succubi di malattie degenerative fortemente disabilitanti? Come potrebbe mai l’anima trovare la pace? Eppure, ci sono testimonianze che ciò avvenga.
In tutto questo divagare di pensieri trovo solo una certezza palese: non esistono risposte certe o argomentazioni che possano illuminarci sul significato della Vita.


[07/09/2025]
slideshow slideshowHD
i
ITA - Informativa sui cookies • Questo sito internet utilizza la tecnologia dei cookies. Cliccando su 'Personalizza/Customize' accedi alla personalizzazione e alla informativa completa sul nostro utilizzo dei cookies. Cliccando su 'Rifiuta/Reject' acconsenti al solo utilizzo dei cookies tecnici. Cliccando su 'Accetta/Accept' acconsenti all'utilizzo dei cookies sia tecnici che di profilazione (se presenti).

ENG - Cookies policy • This website uses cookies technology. By clicking on 'Personalizza/Customize' you access the personalization and complete information on our use of cookies. By clicking on 'Rifiuta/Reject' you only consent to the use of technical cookies. By clicking on 'Accetta/Accept' you consent to the use of both technical cookies and profiling (if any).

Accetta
Accept
Rifiuta
Reject
Personalizza
Customize
Link
https://www.raffaellatava.com/siamo_anche_cio_che_non_sentiamo-g7576
copy copied!

Share
/ / email


Counter
202.193

Terms
cookie, privacy and copyright

Powered
myphotoportal.com

Chiudi
Close
loading